Lei è Marina, un’insegnante della nostra scuola di Wamba.
Si è appena sposata secondo il rito tradizionale Samburu.
Durante la cerimonia le hanno rasato tutti i capelli e colorato la testa di arancione. È un gesto antico che segna l’inizio di una nuova vita.
In realtà la sua nuova vita, Marina, l’ha iniziata molto prima.
Quando ha potuto studiare.
Quando ha conquistato un lavoro.
Quando ha scoperto che l’istruzione può cambiare davvero un destino.
Quando ha potuto decidere, in libertà e per amore, di sposarsi.
Con il suo stipendio da insegnante, 187 euro al mese, oggi mantiene un’intera famiglia: sua mamma, suo papà, i suoi tre figli, un fratello che studia lontano, una sorella che vive con lei insieme alla figlia e l’aiuta con i bimbi. Una sorella che per anni ha portato addosso segni evidenti di violenza. Segni che nessuna donna dovrebbe conoscere.
Marina fa volontariato, e anche sua madre. Sono un punto fermo per tutta la comunità. Sanno bene cosa vuol dire crescere senza possibilità e cosa vuol dire invece averne una.
Perché vi raccontiamo questa storia?
Perché Marina è una donna speciale.
Perché la sua vita è la prova concreta che studiare cambia davvero tutto.
Perché storie come la sua ci dicono che siamo sulla strada giusta.
E perché conoscere crea ponti e senza ponti non esiste aiuto.












