Neema, la rete che salva

Lei è Neema.
Vive a Wamba con nove fratelli e con la mamma, Maria, che sta attraversando una fragilità di salute mentale molto grave.
Per molto tempo nessuna diagnosi, nessuna cura: non potevano permettersi nemmeno il cibo. La loro casa è fatta di lamiere: niente acqua, niente elettricità.
Eppure Neema è una studentessa davvero brillante. Ecco perché la scuola ci ha chiesto di sostenerla negli studi dal prossimo gennaio, dopo la Junior Secondary School.
Per Maisha, sostenere Neema significava anche prendersi cura della sua famiglia.
Grazie alla rete attivata da Marina, insegnante della nostra scuola, abbiamo organizzato una visita specialistica in un ospedale lontano da Wamba. In un solo giorno sono arrivate una diagnosi e un percorso di cura.
E la mamma ha iniziato quasi subito a migliorare.

Siamo riusciti a far avere alla famiglia anche qualche vestito, riso, acqua, olio e latte in polvere, per riportare un po’ di normalità.
Perché è solo quando la quotidianità regge che la cura può fare il suo lavoro.
Questa è la differenza che fa l’accesso alle cure. Questa è la differenza che fa una rete che funziona.

P.S. Vi ricordate di Marina? È la nostra maestra, quella che si è sposata qualche giorno fa. È lei che continua a sostenere, come volontaria, la mamma di Neema e tutta la famiglia.
Se vi siete persi la storia di Marina, recuperatela qui, ne vale la pena.❤️

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