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A Wamba, north Kenya, abbiamo costruito un nuovo pozzo.
Qui c’è una scuola con 1.500 bambini. Un posto con un potenziale infinito: puoi immaginare mille progetti, mille strade, mille possibilità, ma ce n’è una che viene prima di tutte: l’acqua.
Perché senza acqua non regge niente: né la salute, né la scuola, né il cibo, né i campi.
Questo pozzo, inaugurato oggi, è dedicato a zio Angioletto.
Angioletto, ultimo nato dopo quattro sorelle, era un uomo intelligente che amava la vita. Era un avvocato, una persona allegra e brillante. Pieno di gioia, generosissimo. Amava il mare. Intorno a lui c’erano sempre amici, risate, tavolate, buon vino e tanti racconti.
Dedicargli un pozzo non è mettere un nome su qualcosa. È far sì che della sua generosità resti una scia e moltissimi ragazzi possano per sempre abbeverarsi alla sua fonte.
Un anno fa avevamo costruito un pozzo dedicato a nonna Adelia. Angioletto e Adelia erano fratelli, l’ultimo e la prima di una famiglia numerosa.
A noi piace immaginarli così: uniti nella stessa acqua che sgorga dalle falde che scorrono sotto questa terra rossa e sabbiosa; uniti in questa terra arida dove saranno per sempre vicini, come fanno i legami forti che resistono anche quando non li vedi.
Continueranno a vivere così, non solo nella memoria di chi ha loro voluto bene, ma impegnati con la loro tenacia a portare avanti assieme una importante missione di vita.

















